Funzioni e attività

Principali riferimenti normativi

La Legge n. 537/1993 (art. 5 cc. 22 e 23) istituisce i Nuclei di valutazione nelle università "con il compito di verificare, mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta gestione delle risorse pubbliche, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità ed il buon andamento dell'azione amministrativa. I nuclei determinano i parametri di riferimento del controllo anche su indicazione degli organi generali di direzione, cui riferiscono con apposita relazione almeno annualmente."

Il D.Lgs. n. 29/1993 (art. 20 c. 2 e successivi) e successive modifiche, istituisce, definendone le competenze, i Nuclei di valutazione presso tutte le pubbliche amministrazioni, ove già non esistano.

La Legge n. 370/1999 all'art. 1, commi 1, 2 e 3, ribadisce l'adozione, da parte delle università, di un sistema di valutazione interna "della gestione amministrativa, delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di sostegno al diritto allo studio, verificando, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa", precisando che tali funzioni sono svolte dai nuclei di valutazione. Rende obbligatoria, inoltre, la valutazione della didattica tramite l'acquisizione delle opinioni degli studenti a cui deve seguire la trasmissione di un'apposita relazione, al Ministero competente, entro il 30 aprile di ogni anno.


Il D.M. 22 ottobre 2004 n. 270 stabiliva, all'art. 9 comma 2, che le Università potevano attivare i corsi di studio, nel rispetto dei requisiti previsti dalla vigente normativa, previa relazione favorevole del Nucleo di valutazione. Secondo quanto previsto dalle ministeriali n. 58/2005 e 89/2006, gli adempimenti del Nucleo di valutazione nell'ambito dell'offerta formativa per gli a.a. 2005-06 e 2006-07 consistevano in relazioni finalizzate a valutare le strutture didattiche dell'Ateneo a livello di Facoltà.

 

L'art. 2 co. 1 lett. r, della Legge n. 240/2010 (allegati), stabilisce l'"attribuzione al Nucleo di valutazione della funzione di verifica della qualità e dell'efficacia dell'offerta didattica anche sulla base degli indicatori individuati dalle commissioni paritetiche docenti-studenti di cui al comma 2 lett. g) del presente articolo, nonché della funzione di verifica dell'attività di ricerca svolta dai dipartimenti e della congruità del curriculum scientifico o professionale dei titolari dei contratti di insegnamento di cui all'art. 14 del D.Lgs. n. 150/2009, relative alle procedure di valutazione delle strutture e del personale, al fine di promuovere nelle università, in piena autonomia e con modalità organizzative proprie, il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale".

 

Con la Delibera n. 9/2010 la CiVIT (Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle Amministrazioni Pubbliche), oggi ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), ha espresso l'avviso secondo cui le università "non sono tenute ad istituire gli Organismi indipendenti di valutazione di cui all'art. 14 del D.Lgs. n. 150/2009" e "che a decorrere dal 30 aprile 2010, l'attività di valutazione continui ad essere svolta dai Nuclei di valutazione ai sensi della legge n. 537/1993, come integrata e modificata dalla legge n. 370/1999".

 

In relazione al ruolo dei Nuclei nei percorsi di Assicurazione della Qualità il D.M. n. 47/2013 indica alcune funzioni del Nucleo di valutazione, la cui attività è anche orientata a rispondere a quanto indicato dall'ANVUR nel documento del 9 gennaio 2013 (e relativi allegati). 

 

Lo Statuto dell'Ateneo di Udine, all'art. 20 recepisce la normativa nazionale di istituzione del Nucleo di valutazione interna definendone la composizione, i compiti e i diritti.

Il Regolamento generale d'Ateneo, all'art. 7, definisce la composizione, le modalità di nomina e la durata in carica del Nucleo di valutazione.

 

Il Regolamento didattico di Ateneo contempla, inoltre, i seguenti interventi del Nucleo di valutazione:
  • art. 22, co. 2: con riferimento ai predetti obiettivi, acquisite le valutazioni e le analisi del Nucleo di valutazione e degli altri organi competenti ad occuparsi della qualità e della sostenibilità dei corsi, nonché gli orientamenti e le eventuali nuove proposte delle strutture didattiche, gli organi di governo approvano annualmente in via preliminare il piano dei corsi da istituire, da attivare e da disattivare, e definiscono le linee guida per la programmazione didattica. Il piano individua altresì gli impegni che i Dipartimenti assumono, anche in concorso fra loro, ai fini della copertura didattica e per assicurare i requisiti necessari dei corsi.
  • art. 24, co. 1: nel quadro della pianificazione di cui all’art. 22, la proposta di nuova istituzione di un corso di laurea o di laurea magistrale è avanzata da uno o più Dipartimenti o da una Scuola interdipartimentale e approvata dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, acquisita la relazione tecnico-illustrativa del Nucleo di valutazione ed effettuata la preventiva verifica dei requisiti per l’accreditamento iniziale; contestualmente è individuato il Dipartimento di riferimento ai sensi dell’art. 16, co. 1. La proposta è quindi sottoposta al parere del Comitato regionale di coordinamento.
  • art. 24, co. 4: l’attivazione di un corso di laurea o di laurea magistrale istituito è proposta dal Dipartimento di riferimento, previo parere della Commissione paritetica docenti-studenti. La proposta di cui al presente comma è avanzata dalla Scuola interdipartimentale, ove istituita, previo parere favorevole del Dipartimento di riferimento. L’attivazione è quindi approvata dal Consiglio di amministrazione, acquisiti la relazione favorevole del Nucleo di valutazione e il parere del Senato accademico, nel rispetto dei criteri e requisiti definiti con decreto del Ministro.
  • art. 25, co. 2: sulla base di apposita richiesta formulata dall’Università e corredata dalla relazione del Nucleo di valutazione, la programmazione degli accessi a livello di Ateneo è autorizzata con decreto del Ministro.
  • art. 31, co. 2: individuati i punti di forza e le aree da migliorare, gli organi di governo definiscono, nell’ambito della programmazione triennale di cui all’art. 22, obiettivi strategici di miglioramento della qualità della didattica e dei relativi servizi e adottano, con il concorso del Nucleo di valutazione e delle Commissioni paritetiche docenti-studenti, idonei indicatori e metodologie di monitoraggio della realizzazione degli obiettivi.
  • art. 31, co. 4: relazioni annuali sui risultati del monitoraggio e delle rilevazioni di cui al co. 3, nonché degli esiti di eventuali interventi migliorativi, contenenti proposte per ulteriori azioni di miglioramento, sono predisposte, con l'assistenza dei servizi di valutazione dell'Università, dal Nucleo di valutazione, dalle Commissioni paritetiche docenti-studenti e dal Consiglio di corso di studio, a cura del Coordinatore. Il Consiglio di corso sovraintende altresì, con il supporto delle strutture di servizio alla didattica, alla predisposizione e all’aggiornamento della documentazione di sintesi finalizzata alla corretta comunicazione delle caratteristiche e delle attività del corso agli studenti e ai soggetti interessati e legittimati a chiederle e ottenerle.